La Santa alleanza, un suicidio politico
Presentata in vari modi, l’unica prospettiva politica coltivata dal Partito democratico – e l’unico vero progetto politico discusso in questi giorni dalle principali forze d’opposizione in vista di presunte (e assai difficili) elezioni prossime venture – resta quella della “Santa alleanza” anti berlusconiana. Leggi Una piccola bugia del partito di Fini e di Bocchino da Cerazade - Leggi Nell’isola degli anti Cav.

D’altra parte è ovvio che sia impossibile proporre obiettivi riformistici positivi che comporterebbero la dissoluzione dell’armata anti berlusconiana, dove sono accampati manipoli antagonistici vicino a supporter di Marchionne, pacifisti anti americani e tifosi dei Tornado, difensori dei residui monopoli municipali e sostenitori del libero mercato anche nei servizi pubblici, e così via.
La Santa alleanza ha un segno giustizialista come dominante, una tendenza restauratrice come necessità politica. In passato lo spazio riformista fu affidato ai tecnocrati nell’illusione che potessero superare i contrasti politici in base a ricette “oggettive”, sullo stile della burocrazia europea, ma anche questa strada finisce col riportare indietro, a una sorta di commissariamento europeo che mortifica le potenzialità originali dell’economia e della società italiane. Si tratta di una prospettiva di subordinazione della sovranità popolare e di subalternità internazionale, ma purtroppo di un’opzione oggettivamente possibile.
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